Sole

 

Il sole è una grande sfera

D'antimonio deviata forgiando

Spettri gas nucleari composti

La sua pallida rosea tonda

Stordisce un attimo di bellezza



La vista a cupola delineata

Sul fondo bidimensionale della città

Arrostisce ancora un poco

Il grigio dipinto

Poi sfacciatamente svanisce

dietro quelle piramidi di nuova costruzione



l'antico dio egizio nel solstizio

è morbosamente affettato al tramonto

e le valli chiarisce invecchiando,

si sciupa e spreca la luce

un tizzo rimane impresso ancora nell'occhio



un cerchio perfetto che affonda nel mare

sbrindella il colore sbiadendo


e decreta un silenzio a dimora


breve accecato rovina un angolo

acuto di cielo e scopre l'ultima evocazione

prima dell'ombra



Vecchio dio che infuochi ora calamità

di costruzioni e spazi fuori da ogni dominio

sembri più un sigillo su carta

la tua potenza ignorata non vista

nella fretta del caos di città risplende

e soverchia riflessi obliqui

 

 

ma il sole è vita e la gente comune ch'è povera e felice

lo cerca e con parsimonia si contenta di quei giorni

suoi e loro che a loro appartengono di vita

che il sole loro ancora riscalda e dona piacere

nel giorno dell'autunno e del suo tepore con gratitudine

ancora si compiace

 


Ora che è sera e illumini il fuoco rimasto

grande stella fissata sull'altro emisfero

ruota che scende e scivola raggi

poi ricomposta si allarga non vista

dietro palazzi quotidiana una sincope

malessere miope d'abituale abitudine.



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