The Untouchables (poemetto in prosa)

The untouchables

 

 

Gli intoccabili sono racchiusi dentro inferriate scure tetre

Amministrano i pozzi greggi di nero puzzando di petrolio

Sono la mafia depositatasi dentro nell’italia fitta di consorti

Senza etica morale veniale di qualunque cosa sono gli usurpatori

Dei troni che festeggiano ancora là ancorati a roma

Fosse d’un pezzo la difendono nelle loro immondizie le vantano

Anzi nell’oscurità e paura terribile d’una denuncia che non dovrebbe

Poi mancare tanto,  vendere oppio non è così legale

Stordire e pubblicare il falso senza pudore d’arricchirsi

D’evidenza a sfoggio di manutenzione è solo l’orrore

Di chi teme e deve difendere un  brulichio di vermi che annaspano

In qualità inqualificabile a onore di massima vergogna, e temono

L’archivio dei morenti, che dissuadono e accettano tutto quanto il loro

Disonore ostentandolo e perpetrandolo, nessuno potrebbe osare

Manicomi dell’orrore dichiarato chiuso e falso come antidoto

Un sepolcro dove tutto rinchiuso nell’insano stupido sta ad epitaffio

A decretare il marciume che inonda il guercio e il ladro , il verme strisciante

Dell’invidia della serpe corrotta in nome di un posticcio falso smemorato

Folle senza ritegno né pudore, i nomi sono tutti là chi ne ha preso il loro vanto

Gli intoccabili cadono uno per uno, poveri disgraziati senza decenza

Si consacrino delle virtù che a loro appartengono , il disonore totale

Di quello che viene a loro ascritto, la diffamazione in italia è un reato e andrebbe perseguito

Quando è fonte di arricchimento personale, non vi sono vie di mezzo

Hanno guadagnato, corrompendo polizia in pensione insoddisfatti

Per cancellare, dovrebbero del tutto cancellarsi . Sono in tanti e con vari ruoli di massima

vergogna.

 

Nota: Uno scritto in prosa , un racconto più che poesia, ma scritto diverso tempo fa, nel vero  e

davvero per Altrove.  Che per dove lo so io, ma credo che forse anche qualcun altro che legga o che non legga.  Resta comunque inalterata la vergogna, dei responsabili di allora e del folto e numeroso gruppo che vi prese parte.

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