Procreazione d'istinti

 

Tumultuosa monta e scema

Assalendo la disperazione

In dispnea e gonfiore

Debella lotta cede si perde

Nella rassegnazione

Che Non può morire e s’alza

Ai lati confina la pazzia

Così la chiamano esaminando

I limiti cause successioni

 

Esplode viva nel ripensamento

Uggia malincuore delusione

Trova nuova riveduta spiegazione

Delle minute cose comprensione

Sono avvenimenti dettagli

Apparentemente privi d’importanza

Sono dettagli insigni rilevanze

 

Sobbalza strenua disavanza

Colma e svuota avvelenando

L’oppressione appesa alla speranza

Quando confluisce nella delusione

Sfasando l’equilibrio la bilancia

Colpi a picco frecce risonanze

Echi smagliature riacquistano valore

Varchi nelle fila sbrecciano

Scoperti al centro congiungono le ali

A chiudersi convesse attorno al nucleo

 

E’ l’insoddisfazione in bilico

È il corpo e la ragione

Discernimento al limite della sopportazione

L’armonia spezzata in bilico

Che tende a un equilibrio

Il disavanzo che protrae

Come rapido passaggio d’un bimbo

Dall’allegria al pianto viceversa

Una mancata carezza l’inconsolazione

Del caso coincidente dell’altrui

Presunta reale opposizione

Dati mnemonici aridità ingiustizia

Statalismo depersonalizzazione

Visconti dimezzati l’uomo a metà

Che cerca congiunzione aspettative

Concretismi sincretismi spasmi

Depersonalizzazione perdita del sè

Forze opposte deresponsabilizzazione

Vuoti armonici mancanze

Presunta perfezione assenza

D’organismi umanità costretta

Entro clausole svuotate ruoli

Scattanti nella fretta dei secondi

Tempo scaduto lavoro prezzo

Occasione tempo libero

Oppresso libera oppressione

L’umanità ha il tempo contato

Ritmico la recita finisce

Siamo sociali non socievoli

Pagati per un lavoro che non è una vocazione

Dietro a un alibi d’inferriate

Di vetri di microfoni pagati per opporre

Opposizione a ogni tua domanda

C’è una carta da compilare e da firmare

Un questionario da riempire

E d’aspettare

Chiederò al mio superiore

Sei tu il tuo proprio superiore

Sei tu che non assumi responsabili

Che spezzi e frantumi le possibilità

I diritti si perdono se non vengono

pretesi esercitati se non si vìola la regola

e si esce con l’umiliazione

la regola dev’essere violata con la ragione

contrapposta alla regola che non è osservata

all’iniquità del potere incapace d’assolvere

i suoi compiti all’assurdità della sua concezione

Sottomano sottobraccio potrai avere

Chiedere favori inclini all’esercizio

Spasimi di contrazioni carne e spirito

Divisi sconnessi decomposti

È l’esterno è l’esteriore a determinare quasi sempre o spesso l’interiore.

E’ l’interiore a potere influire solamente su quel che è esteriore.

 

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