Il giorno, era ampia la luce

 

Il giorno,  era ampia la luce

sulla superficie vasta riflessa

La roccia tagliava

La neve granitica ghiacciata

Scioglieva porgendo acqua da bere

Si sarebbe denudata al proprio amore

Nel desiderio puro

Scalfita di fatica arsa sudata

 

Sul fare del ritorno

La sera rimboccava il cielo

Predisponendosi al chiarore

Notturno, una fetta di luna

Era un sorso di vita dispiegata

Al sorriso

 

la notte vera poi calava stanca

Di sonno argentato

Sognava ricolma di stelle

Velata d’ombre il mattino

Scandito nell’ora rilasciata

Ricominciava avventura

 

La terra ricopriva l’orbita

In discesa sui milioni

Di spicchi e riflessi il sole

di notte di giorno

avverati da una parte

All’altra rivoltata nel mondo

 

La luce specchiata

e la notte di nuovo riversata

Di sole assetati

Dal buio uscenti

con una barca azzurrata

Nel flutto incrinato

D’un occhio immaturo

nella primavera del cielo.

 

 

 

 

 

 

 

Altre opere di questo autore