Greve il tormento

Greve il tormento

 

Greve il tormento

D’una sera di gennaio

In quel luogo vagante

Di fantasmi d’irreale

Scoloriva stanco

Un ideale quando

Lo spettro volteggiò

Nella notte e si fermò

Agguantando il volto di nebbia

D’una città e dei quartieri

S’impossessò del contenuto

Aleggiando il male percosso

In esso stabilì per diverse

Notti il proprio regno.

Aveva le mani contorte

E le bellissime ai bordi

Delle strade, gli alcolizzati

Ai lati delle piazze.

In un fondo ammantato

Di sordide leggende

Ai più prometteva denaro

E slancio potere e desideri

Nel sonno entrava

Trasalendo al risveglio.

Il destino degli uomini

Era già scritto ucciso

Tra le vie agli incroci

S’intratteneva in auto

Dispensando  terrore

Fra autoambulanze

A sirena spiegata

Lungo strade di disperazione

Lo spettro compiva col gelo

Le anima strappava alle morti

E disperazione colava le notti

Confuse col giorno

Nella fitta nebbia.

Era la mattina del 22

Nessuno col gelo si recò

A lavorare

Si aspettava che tutto finisse

Mentre la luna storta piena e distorta rideva.

Qualcuno disperato intonava ancora Inni Socialisti.

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