L' Infinito, La Storia

Il tempo come lo spazio è infinito

Se è infinito è sempre esistito, non avendo quindi origine

Non potrebbe nemmeno avere  fine

Per questo È impossibile risalire all’origine di quello che è infinito

Che È sempre stato e sempre sarà

 

Non potendo avere  nè spazio nè tempo proprio perché infinito

Se avesse inizio sarebbe finito , così come se esso avesse fine

Sarebbe dunque mortale, ma il tempo e lo spazio non possono essere mortali

Equivalendo in quello a quello che viene

 

Noi e qui e là sulla terra ne siamo una indecifrabile minuscola parte

Tutto sommato infinitesimale

Come Ogni idea, ogni concetto, ogni pensiero ogni religione

Ogni credo ogni loro sogno ogni loro pensiero,

ogni esempio ogni teoria ogni rinnovabile idea ogni conquista

degli avvenimenti degli accadimenti  viene

Perciò del tutto e comunque a decadere, come anche irrilevante se al cospetto

Poichè del tutto priva di consistenza logica se pensata in un contesto diverso

Dove non varrebbero le stesse leggi per spiegare alla nostra ragione

Quello che rimane infinito , imperscrutabile, al di là d’ogni misura e conoscenza

Visto che è rapportata soltanto alla nostra terrena storia e scienza

Che è infinitesimale.

Infinitesimale si, tranne la storia,  e la memoria del passato nostro umano, delle conoscenze

Umane , della storia umana

 

Noi siamo qui ed ora, ma solamente ora, quello che era  è stato ed era, ora non è più non è già più

Come in un sogno, una conquista od una remissione secondo i punti di vista, un’elevazione, o un peggioramento, quello che fu era , come veniva pensato e percepito giusto o ingiusto,  secondo chi l’ha vissuto,  e visto, secondo chi lo visse o chi lo vide, secondo come l’ha vissuto o visto, come lo visse o come lo vide, così come adesso ora lo vive e come lo vede.

E pensando alla memoria di un orrore e d'una barbarie dove la mostruosità ha prevalso, dove molti ricordando l'efferatezza e l'atrocità quando sistematica, accadde la più grande tragedia della storia.

Un'altra barbarie comune, alla luce e accettata come normale, anche se certamente non la stessa, accadeva ovunque, come anche ora o adesso, ovvero in questa epoca ma in modo molto singolare, rivolta alle masse o come ora solo ai singoli, o secondo i tempi e le narrazioni d'allora, d'altre epoche, i "servi della gleba" ,  le "anime morte ", i "plebei", i "braccianti",  i "servi", gli "schiavi", le "schiave" prima o poi si ribelleranno ai loro aguzzini, non potendo continuare a restare come tali

Avevano la speranza, una speranza disattesa dalla nascita, noi ci fermiamo per ora qua, in netto contrasto

Con tutto, ci fermiamo al socialismo quello progressista lento che infine ha prodotto comunque sia, e nella modernizzazione, i risultati attuali, la storia recente

E che ora non è più, dimenticata.   Ne siamo consapevoli. 

Quello che è adesso è soltanto per un momento solo adesso, poi non lo è già più, nell’evoluzione , nella civilizzazione

L’umanità prevale , e dovrebbe prevalere , nell’ingentilimento

Nell’affrancamento da ogni tipo di ideologia e credo quando avverso a qualcosa o a un popolo, Senza mai negare la spiritualità, potendo e spesso essendo la spiritualità comunque un bisogno umano, così come l’amore, identificandosi l’amore anche o più con la spiritualità

Perché ognuno ha il diritto di credere in quello che vuole, così come a Dio, così come

alle cose materiali, alle proprie cose, a tutto quello che può renderlo felice così come la Speranza, nella nostra miserevole esistenza che è un infinitesimo e nulla di più, che dovrebbe essere sempre presente e che dovrebbe sempre essere un valore. Come credere, credere in qualcosa, in se stessi, al proprio valore, al proprio senso, come credere in qualunque cosa, come anche all'Infinito, e alla Storia;  alla stessa derivante propria Storia.

 

 

Paolo Faccenda.

 

 

 

 

 

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