Conflitto irrisolto ( della fratellanza )

Conflitto irrisolto (o sulla fratellanza)

 

Scrivo anche per chi come me non ha voce

Per i diseredati per gli ubriachi

Per i vecchi imbecilliti per i malati

 

Per chi come me ha poca o rotta voce

Chi si leva al mattino gli alienati

Senza più ragione i pazzi oppressi

Da sempre non da loro né da se stessi

Per ogni donna e uomo dei dimenticati

Troppo lunga, la coda , la fila , se si chiude *

 

 

Civiltà ancora storpia in formazione

Per chi nella notte cerca d’ammazzarsi

Per chi trova il male ai rifugiati

Per chi sulla strada d’inverno urla

Lo scempio del tempo dei naufraghi

Dei derelitti miserabili.  S’impazzisce *

Ancora meno voce dei disadattati

Su quello io sono uguale e che sia data

Una chance un ospedale poco importa

Di più d’un bicchiere di birra

Oppure di vino marcio di morte

E di botte a chi sottomesso è già drogato

Alle donne quelle deboli a chi non comanda

A chi non ha mai comandato

A chi come nato condannato dentro un corpo

Già malato dall’assistenza gli è negato

 

 

Chi amore non ha avuto mai

Dell’elemosina null’altro solo briciole

Poche briciole di vita e sono là già dentro

Non capiscono il riso sodomizzati

Dal tempo della furia della minaccia

Giacciono prostitute come bambine

Giacciono uomini schifosi dentro e fuori

Nell’aria che respiriamo assurdi

Maniacali del terrore e fuori

Giacciono i corpi malati delle morti

Ogni morte interiore è fallimento sociale

Qualcosa da sempre degli schiavi

Che siano liberati in tempo prima che siano del tutto rassegnati

Al freddo alla fame alla paura

 

Non scordate voi che irridete e disprezzate

Non scordate gli infelici, voi che investite

Nella società civile, ma che con loro affonda

 

Chi come me non sa parlare chi come me

Non ha più voce oltre al lamento

Chi con fioca voce cerca e si ribella

E urla più forte se più non ha la pace.

 

Ma per tutti inesorabilmente io invoco

Che ci sia sempre un aiuto e una misericordia

Indifferentemente per tutti, perché tutti ne hanno sempre bisogno e perchè tutti sono fatti  di miserie, miserie ricche fatte poi di non si sa che cosa, che spesso fanno veramente grande pena,  anche più dei poveri

I poveri fra loro spesso si aiutavano e Il senso era quello della fratellanza ora ognuno vede solo se stesso,  e tutto il resto se lo vede lo vede in maniera impersonale, parendo esista solo quel se stesso, parendogli che tutto sia dovuto. quel sole d'avvenire pare ovunque allora che sia del tutto tramontato, più che altro è stato così fagocitato, divorato e annientato, sembrando forse non ci fosse più bisogno. 

 

 

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