e tu vorresti forse...

E tu vorresti forse affermare un tuo diritto?

Quale diritto?

Hai mai pensato che gli altri hanno i loro diritti di esercitarli ovunque

Negli storti

Un diritto morale forse quando non esiste alcuna etica e morale

Guarda che i secoli dei lumi sono già passati da un pezzo

E i romantici hanno preso i loro logicissimi posti mettendo in discussione

E affermando la spiritualità delle leggi ed enti superiori e indiscutibili delle cariche e presidenti

Poi sono state scritte le nuove leggi, le nuove leggi prevedono anche il diritto di avere il diritto

E il potere che è guardingo si serve dei diritti per piegare quelli storti, quelli che hanno

Una dissonanza e che non ripetono a memoria la stessa poesia.

Il potere che è diffuso lungo le classi aberranti loro stesse perché l’ambizione è libera di agire

In loro stessi e secondo i loro tiramenti  e volgimenti dei decreti principeschi è data a tutti persino ai vinti

Che hanno già studiato scienze politiche e psicologiche prima di te e ne hanno fatto tesoro e ai musulmani dei cristiani.

Guarda che la costituzione della magna carta è già stata scritta!

E quale diritto tu ora avanzeresti, il potere di parlare dopo di loro che sono Verità dopo le leggi scritte dopo lo stalinismo dopo le epigrafi degli iscritti votati ad una società migliore dei residenti prestidigiatori del prestigio pubblico e anonimo che già gli è stato conferito e dei dottori sussidiari delle membra dei membri delle visioni standardizzate e  unificate quando persino un pescivendolo si metterebbe a ridere,

 

ma tu chi cazzo sei che scrivi del tutto e completamente a vanvera e che ancora non ti hanno in nessun modo cancellato e scrivi le cavolate più avamposte e assurde della nomenclatura e nomenclazia  dei dotti pseudo liberi

che non hanno dato fastidio a nessuno perché sono le cianciate  smisurate degli sproloqui

dei dottori in legge e in medicina che prescrivono la simpatia delle empatie euforiche prostatiche dei vecchi e le abulie e i vizi genetici e le anoressie e le bulimie delle specializzazioni del colera dei tempi analgesici della gente più comune che ha tutti quei diritti che già sono stati sconfessati e  prolungati e reiscritti e

poi tolti e poi reinseriti redditi alla mano esenti  degli  assolti e giustificati nelle ore loro quotidiane di lavoro giuste e quantificate salvo proprietà private ecclesiastiche o provinciali obbligatorie per dire io scrivo  perché tu sei forse una donna?

Quali diritti delle partorienti allora?

Dei bambini mai nati e dei loro cimiteri?

A roma?

In quale stato delirante della tua vocazione preferita?

La partenogenesi? È stata già prevista nei fiori nelle auliche poesie degli amori prelibati e garantiti scrupolosamente garantiti dei fiori e degli allori dei bambini colorati e dei cantanti e delle profezie e dei saltimbanchi giovani purchessia giovani e divertenti, delle nursery girl hospital di quale genesi tu stai parlando di musica china e prostrata ed eletta  delle illusioni e dei questori e delle prigioni dei poeti che in divisa quale militante Ufficiale (sono spie messe appostate, sono pagate per rastrellare il controllo ultimo revisionista)  e che vanno a raccogliere le esperienze dei condannati? Sono i secondini divenuti poetastri

Cosa ti è rimasto impresso olindo foscolo con le sue tombe risorte dei graffi scuciti e recensiti forse, ma chi cazzo sei e quale diritto di sbandierare le idiozie sui 5 continenti fino ad allora conosciuti e sperperati qual è il tuo motivo forse di rivendicare che cosa? Quali diritti ci sono ancora forse da difendere, ma se siamo tutti liberi di esercitare quell’unico diritto

Che possiedono loro e loro soltanto perché hanno il potere e lo esercitano a tuo danno?

Quale è il diritto di che cosa quello di avere dilapidato lo scempio della conquista eletta d’un ricordo di che cosa

Se ti stanno ingannando di continuo e nemmeno te ne accorgi, che già sei inghiottito in un solo boccone,

di chi parli e di chi stai parlando dell’emerito professore in regolamenti e leggi nominato ministro prima

e dopo che si è fatto il giorno primo e della dottoressa di primizie deprivata  d’ogni quasi qualsiasi cognizione strutturale sui vantaggi degli alloggi dei decrepiti screzi tiramoscia sulle messi e compromessi che non si è fatta e che si è fatta

del diritto della vita che ti è stata data e tolta della speranza loro che ricade sulle tue disgrazie e per fortuna loro?

Di quale ritorcimento di diritto che bon esiste sulla terra alcun diritto, che l’esistenza ti può essere tolta in ogni momento, con un funerale anonimo fra il celebre con celere ?

A una promessa mantenuta di che cosa? Forse non hai capito che le leggi sono state scritte e nell’autorità di essere sempre esercitate fermo restando ogni diritto e che nessun diritto potrà mai essere scritto se non verrà mai osservato da nessuno?

E da chi da te che sei prima ancora un alias qualunque inesistente ( uno come si dice a volte “stronzo” qualunque) , dei diritti di chi ne ha meno ancora di te o di chi non li conosce per niente, o che pur conoscendoli non li esercita per niente, o di chi si approfitta di quei diritti

Che non sono stati scritti o che sono stati scritti così labili incertie rivoltabili e che sono stati sempre interpretati molto bene o molto male ma sempre a tuo danno o tuo svantaggio. Non sai che ci sono i diritti maggiori e i diritti minori ? a secondo di chi li possiede e di chi non li possiede. Guarda che i diritti sono una cosa seria !

E’ la regola La regola della perfezione dello stalinismo della capitolazione dell’osservanza tecnologica dove nessuno (tranne loro ) può sbagliare, quando è l’errore la colpa che non viene mai ammessa, perché tu non sai forse che la regola è perfetta e che ha tanti corollari che la designano come perfetta e che anche ammette quelle strambe sue eccezioni?

Talvolta soprattutto se anonimi, non visti, nella tolleranza sistematica di ciò che non va o che va fatto e che è accettato oppure no, che viene incriminato oppure no, secondo chi comanda oppure no, secondo te stesso e te stessa, che non sei arbitro di niente tranne un unica scommessa.

Sei libero se non dici niente di nulla o parlando di nulla a nessuno e se dici viva tutto, tutto è giusto , perché cosa rivendichi forse che ti è andata male in una società che garantisce i privilegi e anche i più disadattati e che riconosce ogni valore e ogni accomodamento e ogni diversità sia nella salute che nella malattia e ogni giurisdizione della singolarità della personalità, scissa divisa purchè……

 

Ma nemmeno una parola !

 

 

 

 

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