Una sera in provincia

Una sera in provincia

 

 

Lettere

Come foglie

Sillabe

Come grappoli

Parole

Rami

Parole su parole

Acqua che corre

 

Aperta fresca

Verde grigia campagna

In riva

Mare fossi macerati

In provincia

Subalterni ruoli

Annegati

Torrenti di arabeschi

Leggiadrie di

Aromi vitigni

Passato che rigurgita

 

Mulinelli

Forma la corrente

Trascina fisso lo sguardo

Nel vuoto

Ciecato

Del vecchio una pillola

Trangugia biascicando

Il tempo

Poi rimane fermo

 

Chissà cosa trama

O ripensando dentro

Il vilipendio di quale coscienza

 

Cercherebbe riparo

Nella antica grotta

Sotto le fronde folte

Della quercia dalla pioggia

Repentina

Balzerella

Dispettosa

Estiva come la luminosa

Era sera

Ancora ora un suo pallido

Visuale

Perso fascino

Delle sete del mare raggiante

Delle onde spume

Spumanti

 

Di gesti di gioia

 

Svanita con la pioggia

Con la nuvola

Con il sole

Con il viso torto riversa

Alle stelle innocue

Vanitose

Fisse.

 

Cercherebbe rifugio

Sotto le corolle

Dei fiori e delle sue vestigia

Sotto le braccia ingannato

Da egli stesso non credente

Che sui suoi potessero posarsi

Gli occhi di qualcosa

Ingenuamente

Cercherebbe riparo dalla pioggia

Sotto le sue vesti

Protetto dalle api dal grano

Dagli alberi

Dai prati lungo i viali

Camminerebbe ancora

Insieme a lei

 

Scriverebbe la sua felicità

Nella corteccia

Appuntita

O su di un muro

 

E’ notte e ancora sillabe

Cadono come la pioggia

Batte la carta

Il pugno lancia la pietra

Il vetro taglia la faccia

La lama s’infilza

facilmente

facilmente resta e fuoriesce

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