Inconscio collettivo

 

 

L'inconscio collettivo è diventato

 

Conscio e collettivo

 

caos

 

Non esiste un bene supremo

 

Il conscio collettivo è globale o imperialista

 

Sfrutta tutte le risorse

Svuotando i sogni come un macellaio

Si conforma alla legge del più forte

E alla prepotenza anche la più sgangherata

Non ha progetti

i sogni diventando incubi

Ne sono invasati

Non c’è salvaguardia, non c’è risparmio

L’inutilità dell’essere onesti

 

Anche l’amare diviene privilegio

Essendo l’amare consistenza materiale

Quel sentimento deve nutrirsi anch’esso

Moltiplicato per due o per tre

Diviene privilegio anch’esso riservato

E sotto costante osservazione.

 

Per le folgori non si fanno previsioni

Sottostanti anch’esse alla  svalutazione

Sarebbero suscettibili, e variabili con facilità

Dal brutto al bello, deflagrando a un tratto

Come temporali , e con rovesci inaspettati

e del tutto instabili, resterebbero ancora

Forse in un quadro di smarrimento incalcolabile

O più accuratamente sottoposto  a revisioni  e calcoli.

 

Salvo  integro e intatto rimane  il desiderio

del possesso  fisico e corporeo

la sua soddisfazione, catturabile inverosimilmente

nei modi più verosimili, soddisfacibile , puro, impuro

Con una o l’altra indifferentemente  lei o l’altra o l’altra ancora

Lui o l’altro o l’altro ancora,

o tutte le intermedie  secondo orientamenti  o più  adeguate ai gusti

Integro ne esce salvo, puro e impuro, sempre pronto

O sempre insoddisfatto, al di qua e al di là dei sensi

Prevedibile e imprevedibile

Generalmente generale e germinale

diffusamente procreativo

Così come cento anni fa,  più o meno precauzionalmente

adesso

 

 

controcultura, avversa soprattutto a quella attuale o della crisi

 

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