Urfaust

 

Urfaust

 

 

 

L’esistenza fulgida e piagata

Barattò l’anima

In cambio d’un pezzo di gioia

Depose con essa un ventaglio

D’inutili corse

Di vane rincorse a saltare

Più in lungo e più in alto

Gettò la corona in un fosso

Liberata da impegni

In cambio d’amore spontaneo

Rotolò di nuovo insieme ai più giovani

E s’illuse fuggendo

In ogni contrada nascendo

Ma il freddo toglieva

Alle notti tepore in un sacco

Poi il domani sorgeva

Di meno scontati bisogni

Non aveva più tanto denaro

Correva ancor più di prima

Dietro ad una scema ragazza con figli già grandi e matura

Ma anche lui era molto ignorante

E su quello si trovavano d’accordo

Poi lei attese, e lei attese, poi lei attese

E poi attese ancora

Poi lui venne ancora una volta

Poi svenne

In fondo se l’era anche molto goduta

 

Mefistofele poi non tanto più infierì o pretese

Anch’esso se l’era poi in fondo già tanto goduta

La storia più bella e felice si era appena conclusa

 

 

 

 

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