le onde

Le onde

 

 

 

1 )  Dove si concentrano le onde e il flusso magnetico

Il pensiero ha immagini e forza nel vortice roteando

Chiocciola delineando firmamenti e ovali ellissi e iperboli

Ammansendo gli orizzonti persi che si chiudono

Fitti nella boscaglia dei marosi d'oceania si perdono conflitti freddi

 

2 ) Le onde

 

Bello è lasciarsi andare alle onde

Affidarsi e lasciarsi cullare ,come carezzare

Le belle parole , le gentilezze, le illusioni

Le onde,   libere, che sono libere di ondeggiare

Sono libere col vento di ridere e scherzare

Trastullare quando rinvengono nel flusso

Continuo del mare, dell’ondeggiare

E se non rinvengono ?

E se si stancano, e se si prosciugano, e se il mare diventa un piatto

Dov’è che vanno a sbattere le onde ? e quando non ci sono più ?

Ferme , senza vento,  si collimano unite in una sola ondata

Si fondono, si baciano, s'esauriscono sparendosi così

Si pacano o restano mute silenziose, aspettando il soffio

Magico che le rimetta in onda,  il loro sciabordio, Oddio !

Oddio ! Come si farà senza le Onde?

 

 

3) Oddio, fa che non ne vengano magnetiche, o sonore, come un basso che rintrona

E propaga i suoi diapason rimbombi nelle sale attigue

E non si ferma non fa pause,  neanche per bere o per mangiare

Nemmeno per da fare,  che non siano scosse, né brividi o percosse

 

Troppo quelle corde, poi si rompono. e noi si getta via...

 

Tromp le stropp detto “ il pianista”,  lui manda martelli al posto dei tasti, i suoni martellando

Cervelli assorbono la sgraziata febbricità dell’ebbricitante gioia sua dell’esistenza

Che si trasforma in un martello pneumatico,  e che perfora i timpani.

 

4) ho solo la sua voce, quella di lei , in questo e anche in altri casi, che è e rimane bellissima, la sua onda è magnetica e sonora, non quella del pianista.  La sua musica è viva, forse è ancor più viva, ed è arte, cultura, è  Onda e viene messa e poi rimessa in Onda. Quando mi va a volte l'ascolto.

 

Se ascoltarla è un piacere, allora è arte vocale. 5) ma quelle onde alle quali non si vorrebbe rinunciare

sono quelle onde , il fruscio del naturale, di quel ch'è riposo, dolce mormorare, le loro dolci mammelle

quel loro trafugare, quel loro con loro dolce naufragare, parlando le schiocchezze nel dolce volgendo

gli occhi, i sensi in coro senza più pensare, in un allegro vivace, dolce continuo ripetuto sinuoso

amabilmente conversare . ! .

 

Onde Pagane, quelle più belle.

 

 

 

 

 

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