Senso

Senso

 

Contraddire il senso

Mutare la natura

L’animo . spiccare esempi

Giornate completamente perse

Come rabdomanti

Sospirando l’estate morta

Se n’è    va'  !  Andata.  Spazzata.  Un balzo solo !

Un tempo solo

Una

Una sola esistenza. Non bastava. Non bastava

Vuoto emergendo in che settore vuoto

Nell’ordine Disordine caos non avere

Nell’ordine Disordine caos non essere

Ordine è la legge che impone di rispettare ordine.

 

PaoloF.

 

 

 

Riporto Un brano di una Grande scrittice Irene Nemirovsky

tratto dal suo Romanzo  "il calore del sangue "  Perchè mi è particolarmente piaciuto.

 

 

Quest’anno l’inverno è arrivato presto. Mi sono alzato prima

dell’alba e passeggio in campagna, tra i campi che erano apparte-

nuti ai miei per generazioni e che oggi sono posseduti e coltivati

da altri. Non posso dire di soffrirne; solo, a volte, una fitta al cuo-

re… Non rimpiango il tempo perso in cerca di fortuna, quando

compravo cavalli in Canada, o a copra nel Pacifico. A vent’anni

provavo un tale bisogno di partire e una noia così opprimente qui

in provincia, che se ci fossi rimasto credo che ne sarei morto. Mio pa-

dre non c’era più, e mia madre non era riuscita a trattenermi.  << E’

come una malattia>>, diceva spaventata quando la supplicavo di

darmi dei soldi e di lasciarmi partire, << Aspetta ti passerà >>.

Poi aggiungeva:

<< Insomma, sei come il figlio dei Dorin o quello dei Charles, che

preferiscono fare gli operai in città, anche se sanno che saranno

meno felici che qui, e quando gli chiedo il perché mi rispondono:

“ Almeno sarà un cambiamento“  >>.

e in effetti era proprio quello, che cercavo. Un cambiamento! Il

mio sangue s’infiammava pensando alla vita che animava il gran-

de mondo mentre io rimanevo qui. Sono andato via, e adesso non

riesco a capire quale demone mi spingesse lontano dalla mia casa,

dall’essere primitivo e sedentario che ero. Ricordo quella volta

che Colette Dorin mi ha detto che assomiglio a un fauno: in realtà

assomiglio a un fauno vecchio, che non corre più dietro alle ninfe,

che si rintana accanto al suo focolare. Ma come descrivere il pia-

cere che ne provo? Godo di cose semplici e alla mia portata: un

buon pasto, del buon vino, la gioia beffarda e segreta che mi pro-

curo scribacchiando su questo quadernetto; e soprattutto la divina

solitudine. Cosa voglio di più ? Però come ardevo a vent’anni!...

Cos’è che accende quel fuoco dentro di noi ? Divora tutto in pochi

Mesi, in pochi anni, a volte in poche ore, e poi si spegne. Dopo si

Possono vedere i danni che ha fatto. Ci si trova legati a una donna

Che non si ama più, o rovinati com’è successo a me, oppure ci si

Intestardisce a voler fare il pittore a Parigi mentre si era nati salu-

miere, e si finiscono i propri giorni in un ospedale. La vita di chi

non è capricciosamente deformata da questo fuoco e piegata in

senso opposto alla sua natura profonda? Siamo tutti più o meno

simili a questi rami che bruciano nel mio caminetto e che le fiam-

me ritorcono a loro piacimento; ma sicuramente sbaglio a genera-

lizzare: ci sono persone che a vent’anni sono assolutamente giu-

diziose, ma io preferisco la mia follia passata alla loro saggezza.

 

 

 

 

 

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