Preludio (oh! primavera )

Preludio

Oh! la primavera ! par che stenta !

L’inverno che ti ha quasi ucciso,

poi essa a un tratto esplode

i colori a un tratto come nascosti si ravvivano

e lei che ne fa parte,  è ancora  nascosta

poi si veste e si riaccende al sole

il sole che le luccica attorno al capo

brillandola  la rende tiepida suadente

desiderosa, desiderata , il fiore che risplende

che si muove e s’immatura

la giovane veste dela simultanea gioia d’essa

del verde rampollo, della rosa celeste

l’invitante festa che si adorna,

rifiorendo il ciclo naturale della luce

il desiderio si riattiva, il sangue morbido nel circolo

scorrendo più rapidamente, ne fa un guizzo

l’emozione balza, tra i colori tiepidi e poi

lei che sfolgora accecante, ma non è che solo luce

l’animo  se ne innamora, si riaprono le feste

si rigirano i pastelli e i colori vivi , che divengono vivaci

sembrano innestare un gioco di gemme di diademi

di dolci cose, all’aria aperta, tra i frastuoni e i ronzii dei suoi mormorii leggeri

tra le sue fragranti cosce, la sua pelle che rinvigorisce acquista tono e volume

le sue forme che ora sono più belle, leggere correndo vivacemente

leggiadre, scorrendo lungo i prati, le sollevano i venti  e le correnti

nel petto delle sue morbide degli smooth tepori dolci braccia, fianchi

e le labbra nascenti dei profumi dei colori delle rosse bacche

degli stormi degli uccelli attorno ai becchi delle perle

rinascenti, la luce del sole che riscalda, l’ebbrezza del candore

è l’invito al sole, l’inizio dei progetti, delle adolescenti bocche

delle foglioline verdeggianti,  delle primitive voglie, dei baciarsi,

delle luci, dei rametti in fiore, quelle infiorescenze che s’inrossettano

e lucidano gli steli, delle palpebre, occhieggianti, ammiccano ai cieli

a terra i fiori, ai cieli , nuvolanti, i tralci e i rami ancora scheletri che

irradiano attese di linfe che scorrono il sole , il cielo, dei languori

lingue alìmentando il suo calore, asciuga in fretta e spunta, e ravvivando

semina e ingemma creature e vita, come le gambe leste corrono

e in fretta e premature e invogliano di vita, e le tempeste, e i raggi

dei bagliori primi, nella giovinezza eterna , il ciclo si perpetua

e si ricrea, e si reinganna, e manifesta chiaro e chiara, e si decora, si vapora

riempiendosi di odori e di profumi nuovi, fino a tarda sera baciandosi

così sarà ancora, e lei che l’impersona, più facile diventa, dolce

ma ancora l’oscurità ci copre e al tempo ci consola e nella nicchia

allude amore, attesa, e ricomincia, ludico, giocando e picche e fiori

e cuori, quante quantità di cuori e baci e cori, e musiche e nuova affiora

scriverà e intreccierà barlumi di fidanzamenti e baci dì esperienza

o prime dolci di prova, la prima di prova, la sua teatralità, la nostra prima

 

 

 

 

oh primavera.

 

 

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