OLTRE

Miriadi d'esistenze

il pensier vago

trasmoda.

Dei sapori non detti

le vaghezze investe

e di lento riverbero

l'abisso oltrapassa.

Un drappo sottile

riveste superfici d'insiemi

irrisoluti

irrequieti

dove una coltre d'aria

sbiadisce disciolta;

crepuscoli contempla

silenzi racchiude...

Nei computi d'un sistema binario

scandito dal lieve respiro

che illusioni antiche avvolge

l'alba

che densa nebbia dirada

annega

in ogni anelito d'essenze

cui il volto ignoro

e che so di trovare

oltre la vita

oltre la morte

saldato alle rovine

di una coltre smagliata

coniando

a eterea osmosi

il pulsare d'un cuore

che sgrana

pupille d'alabastro

che lente

più lente del tempo che nasce

calpestano

intimo, fuggente, segreto,

ogni mio spazio inviolabile.

 

                                           (C)  Copirygt

                                           Paolo Musolino

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