ANCORA LA VITA

Liberami al soffio

che al dialogo del silenzio

fugge

e senza illusione

consegnami

alle macerie della gioia

dove divelte

dal rombo del tuono

che pur il cielo fende,

s'arroccano sulla quiete

dell'ombra mia profusa.

Ardimi al sole

che frantumi di cuore

mimetizza

nell'ora sospeta all'incertezza

e carezza il mio coraggio

di bramare

martellando l'infinito

che al di là guarda...

Assediami

inondami di neve,

ma di neve

che tegole contorte

in coltre sincera

avvinghia

e come riverbero d'acqua

il guardo

che al volto riflette

lucida la follia dell'essere.

Percorrimi!

fin'anche con scomodi calzari percorrimi;

io ho dura la pelle

e ho imparato a correre

disponendo così le parole:

una accanto all'altra

come scheggie di poderoso muricciolo

che la strada arida ha da colmare...

E quando

più verso il tramonto

lembi squarciati

tra zolle recise

si perdono,

tu

o voce strozzata in petto

riammaglia alla sfumatura l'intenso colore

sollevando nell'aria un fruscìo di polvere;

e io

seppur sconfitto e reso

alla forza del mondo

mi fermerò;

o esistenza ostinata! :

osserverò un altro domani

inventando porticati infrangibili

sulla scena del dolore.

 

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Paolo Musolino

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