paolo faccenda
Vivere in centro una volta
forse era anche un privilegio
Entro le mura di cinta
Ma di case povere vecchie
gli edifici ne contenevano eccome
Le periferie erano in via di costruzione
Ai giovani sposi e ai poveri
appartamenti in edifici nuovi
popolari costavano meno
dal centro distaccate e avvolte
Però d’aggraziati prati e di campagna
Il disagio era comunque tutto
Nostro italiano
Si parlava dei vantaggi e dei contro
Rispetto al centro
Che si raggiungeva a piedi o in autobus
Esplodeva l’edilizia la povertà
Allora era marcata poi la città
Si è espansa inghiottendo tutto
Costruendo zone e rioni nuovi
Centri di lusso edifici firmati
Quartieri benestanti fino ai sobborghi
Senza soluzione di continuità
La città prosegue e avanza nelle
Sacche ai limiti del decentramento
E dei confini non delimitati
Nuove periferie estreme di rivolta
Di risacca e povertà
S’incrementa la solitudine e l’emarginazione
L’istruzione nei campi d’accoglienza



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