paolo faccenda
Debole fiamma d’una stoppia
Di silenzio negli occhi del suo viso
Oh che non s’alzi il vento e
Che nulla la sfiori oppur la tocchi
Se non è giunto il momento
Che non si spenga
Con un indifferente calpestio
o Un semplice tocco delle dita
Mentre ancora infuria in lei la vita.
Debole voce nel mondo già scandita
Che Ascoltava vaneggiando
Immaginando il suo futuro
Già passato
Che Inventava propri suoni ed i colori
Per vivere al mondo che attendeva
Una promessa già siffatta grigia
Ancora bambina era quando
Rideva e Salutava e scherzando
Dagli altri tutto si aspettava
Deturpata Una fredda mattina
Ha contratto ed inasprito
nel viso il suo sorriso
Corroso di paralisi tradito
Strizzando gli occhi nel pianto
Ha scelto di girar lontano
In quella notte estenuata
D’insonnia di dolore
ogni porta in lei sbrecciata.
Si è raggelato il sangue
La luce incancrenita
Trascinata sinora una debolissima
Fiamma d’una stoppia
Al tramestio senza coraggio
Spenta ormai quasi senza vita.



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