Natale
paolo faccenda
paolo faccenda
Pubblicata su Athena Millennium il 12/01/2012
Natale ripudia la guerra
e chiede l'armistizio
per tre giorni di festa
spumante d'allegria
da sparare in cielo a salve
anziché in terra in un coro
entusiasmante tutti uniti
all'ultimo secondo di frazione
dell'ultimo giorno prima...
dell'anno dopo...
che rimuove felicità in tripudio
di passato e il futuro sia migliore
nel rito collettivo di speranza
che mai muore di quel paradiso
che si potrebbe definire finchè dura
forse come fosse già terrestre
fra nuove estasi e idilli d'ogni tipo
se anche gli schiavi appaiono felici
fra auguri falsieveri e buoni auspici
delle buone intenzioni così governatrici.
Scritta il 21.12.2009, per altrove due anni or sono.
2 Commenti
13/01/2012 - lady59
Natale... emozioni profonde e sinceri propositi nel cuore di tanti, "rito collettivo" di speranza ed ipocriti buoni auspici" nella mente di tanti altri! Sempre uguale a se stesso l'essere umano si dibatte tra vero e falso, sincero ed ipocrita, chiedendo per qualche giorno all'anno scontata tregua a guerre fuori e dentro sè nella maschera fragile di illusoria allegria! Complimenti Paolo per questi versi molto sentiti, significativi e condivisi. Ti rinnovo di cuore il mio buongiorno. Antonella
12/01/2012 - Anna Rizzardi
...veritiero "rito collettivo di speranza"!! complimenti,Paolo!buon anno
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