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Albe Ascose (gennaio)
paolo faccenda
Pubblicata su Athena Millennium il 13/01/2012

Piovono giorni

d’albe ascose grigiocielo

d’asfalto scarse luci

immersi e persi

di quel tempo avvolto

che pare non finire

nel buio sconfinando

 

Vedo l’insulso svanire

riprender corpo poco dopo

tra freddezza abituale

del sole che non penetra

imbrattando nuovamente il cielo

riaprendo gli occhi

di grigia luce come sporchi

 

mentre la pietra della strada

lucida bagnata dalla pioggia

già riflette controluce

dell’ampio marciapiede

la luce rosea marmorea

del corso dei lampioni

e le decorazioni luminose

che fanno sospirare

là dove si raccoglie gente

 

E mi soffermo e cerco

quell’attimo presente

un momento e il bello

dell’aria della sera

e sento la vita che richiama

nei giorni nuovi

la gente raggrumata

 

e sento la necessità

della nostra vita insieme

la sento che mi chiama

la sento chiamarmi poi sparire

svanire un poco rassegnata.

 

Lo Specchio di Alice, aprile 2010.

14/01/2012 - fiorella
versi molto profondi, bellissima la 1 strofa... complimenti!
13/01/2012 - enio orsuni
dopo l'ampio e pił che coerente commento di Antonella posso solo aggiungere: complimenti Paolo, veramente profonda e... bella!
13/01/2012 - lady59
L'incalzante routine di "albe ascose grigio cielo" e di giorni monotoni e spenti sembra trovare ristoro solo al calar dolcemente malinconico della sera, quando il silenzio, la pace lucida di pioggia delle strade e l'accendersi dei lampioni dalla "rosea luce marmorea" donano a corpo ed anima un "attimo presente" che cura diurne ferite e riposa serenamente nel cuore! Molto bella e profonda, complimenti caro Paolo per le intense emozioni che con i tuoi versi trasmetti e grazie sempre anche a te per la tua gentile e costante presenza nel mio spazio poetico. Buona giornata. Un grande abbraccio. Antonella
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