paolo faccenda
L'anima sembrava persa
spaurita in bilico
sullo strapiombo dell'inferno
senza un baricentro
Attendeva ancora disperando
un angelo che non percorre
quelle rotte spaventose
di cadute rompicollo
smarrita e riversa
uscita ahimè dal corpo
caduto dai forti traumi riportati
sputata via da esso quasi in un colpo
Vagando quasi isolata
dalla mente che nulla la trattiene
a tentoni di sforzi e opprimente
randagia e sofferente
in balia delle correnti
dei canti e dello sibilar dei venti
attratta e pur distratta inebetita
dal buio della notte e dalla luce
forte del giorno che trafigge
basterebbe un semplice soffio
che del tutto svanirebbe
Quando il corpo quasi congelato
in uno spasimo emette un alito
e in un lento movimento
un sospiro che si fa affannoso
e un respiro quasi soffocato
si gira e nel lamento emette
un suo richiamo che l'anima
vicina ancora ad esso sente
e attraverso la bocca è istante
che vi si getta in un sol fiato
riconvogliandosi contenta
si ricompone e si ritempra
Cosicché rientra riversa
la sua pazzia dimessa e snaturata
risorgendo uniti in un celeste incanto!



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