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Giorni vuoti
paolo faccenda
Pubblicata su Athena Millennium il 10/02/2012

Snerva l'attesa della sera
al pensiero tardo
s'imbroglia e rievoca
anche il giorno è sordo

Sdolcinando fantasie
smerigliando parole
leviga i sassi dentro sè
soltanto e più ci pensa

Svanire sentendo nell'ombra
falsare a nessuna memoria
di chi esso solo ricorda
di nostalgia immensa
e del suono d'un violino
si contenta

Non c'è eco o richiamo
nè stinto o annebbiato
in cui credere o pensare
nel giorno sconfortato
illanguidisce l'illusione

Finge assorbire ogni sapere
senza una figura o persona
a riallacciare la mente

Percepisce il raduno d'altrove
rassegna dismesso la luce
riavvolge i fili del tempo
ritrae vuota la lenza
nell'assolo non emette singulto

La sera poi prepara alla notte
senza alcuna finzione
vuoto il suo paradiso
non è per niente da nessuno conteso.

 

Questa poesia l'ho scritta nell'aprile del 2009.

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