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In morte del fratello Giovanni
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, mi vedrai seduto
sulla tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.
La madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,
sento negli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mi rendete
allora la petto della madre mesta.
di gente in gente, mi vedrai seduto
sulla tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.
La madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,
sento negli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mi rendete
allora la petto della madre mesta.
Ugo Foscolo
Nasce a Zante (l'antica Zacinto), una delle isole Ionie allora appartenente alla Repubblica Veneta,...
Le sue opere
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