INVETTIVA ALLA MANIERA DI ZIO WILLIE

Orbene messere malgrado il tuo cocchio rifinito di oro zecchino, malgrado la tua coppia di destrieri d?Arabia malgrado la tua giubba di Fiandra ed i tuoi merletti di Arles malgrado il tuo sguardo che va oltre noi miseri mortali come se fossimo trasparenti qual ghiaccio di montagna, malgrado il tuo portamento slanciato che domina noi poveri botoli rincagnati e tondi per il cibo sempre uguale mentre tu pasteggi con ostriche e fagiani e li innaffi con vino regale ebbene messere, sappi che malgrado tutto ci? ed altro ancora che il rispetto, non certo per te ma per chi mi legge, mi impone di tacere ? arrrivata l'ora che qualcuno ti dia la lezione che meriti Caro messere ascolta queste mie forbite parole anche se ti sar? difficile intendere perch? i tuoi ai e precettori fuggirono disperati dalla tua avita magione a cagione della tua refrattariet? all?apprendere. Cerca, orsu, di sforzarti anche se lo sforzo ti aggrotter? la fronte ma sappi che cos? pi? ristretta sar? la tua calotta cranica pi? atta ad ospitar il tuo cervello che essendo meno nel vuoto potr?, almeno una volta nella sua pigra vita, funzionare. Quel tuo misero cervello tanto simile al frutto di un?ostrica ormai avvizzito per il non uso. In conclusione messere ora che lo sforzo ti rende recettivo ascolta ecco cosa ho da dirti : va a porger le terga acciocch? qualche ignaro viandante carnalmente ti possega in guisa degli abitanti della scomparsa Sodoma. Raccogli questo pressante invito e per non ammorbarci oltre della tua presenza cerca di farlo molto ma molto lontano da noi.

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