Ho chiesto al vento stanco

Rapisci i miei pensieri
che il freddo mi congela
stanchi
del viversi perplessi nella fuga di un orizzonte perso.

Nascondi nel tuo andare
l'idee che accoltellano i miei sogni non vissuti,
grotte di stalagmiti contro stalattiti.

Vai nel tuo nascondiglio
dove riposi il sonno in nubi in formazione,
lascia lì le gocce del mio sudare inutile
che della mia strada ha scelto i crocevia.

Ho chiesto alla vita di farmi respirare
lasciando i miei messaggi
nel becco dei gabbiani,
ho preteso l'aria per farne condizione
alla mia voce ferma contro il buio dei saggi,
tutto perduto nel tuo spirare forte.

Ora che sei stanco di spargere le foglie,
ora che la tua forza perde ogni vigore,
rapisci il mio pensare
così che il dolore di vivere la gogna
d'un mondo non compiuto
venga nel tuo rifugio e lasci le mie corde.

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