Rond?

Una vita assemblata
Tra cerniere catodiche
Siamo infissi a coprire il divano

Grida l'untore i suoi piatti del giorno
e sfilate di cani sempre nella diretta.
Siede tronfia la rifatta di turno
con sorrisi che appaion canotti.
Una vespa genuflette se stessa
all'aprire d'una candida porta.
Quattro signori che sanno di furto
parlan tra loro intrecciando le voci.
Per fortuna passan spesso intervalli
per sogni rateali ceduti all'incanto.

Una vita assemblata
Tra cerniere al motore
Siamo infissi a sterrare le strade

Fuma il volante che è fermo vicino
mentre impreca contro un se stesso.
La ferraglia che ha odor di ricchezza
è serpente a sonagli che spruzza veleno.
Formiche alla fila di moderna invenzione
brulicano intorno senza aver formicaio.
Spettatori di un'orda che non ha guerra
uccidono il tempo su binari d'asfalto.
Quattro gabbiani e un cane disperso
ridono liberi di quest'orgia di ferro.

Una vita assemblata
Tra cerniere inceppate
Siamo infissi a coprire il dileggio   

Respira distratto il passante nel borgo
cumulato anch'esso a montagne fumanti.
Quindici ratti gaudenti squittiscono un'ode
e studiano il surf scivolando tra i mucchi.
Su un pilastro d'immondizie sommerso
la foto di un fesso è promessa al diverso.
Corrono intorno anche bimbi nei giochi
il cui crescere sani è affidato alla sorte.
Affacciata a un balcone un'anima pia
recita un salmo ed invoca la pioggia.

Una vita assemblata
Tra cerniere da aprire
Siamo infissi da non tenere accostati.

Mille ed uno riuniamoci in gruppo
e sbarchiamo su questa vita ignorante.
Indossiamo camicie di tutti i colori
per vestirci senza alcun preconcetto.
Afferriamo la cancrena alle spalle
con un bisturi operiamole i sensi.
Rigettiamo nell'ombra ogni falena
e i suoi miraggi che ci portano danno.
Essere umani ci comporta da sempre
aver occhi che si spingono avanti.

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