Canto per un ritorno in vita

Lacci avvinti alle gambe
lacerano i passi
complesse scelte ad ogni crocevia
per proseguir la strada.

Uscire dal danno d'esser perduto
tra punti rossi tra le dita
braccato da camerieri di morte
nel vortice del non essere.

La mente insegue vita
mentre invoca quella dose
d'ingiusta perdizione
serrando il pugno sul dolore.

Facile cedere al credersi immortale
ferire il corpo è un delirio
che prende il desiderio di fuggire
da momenti di sconforto.

Libera il pianto
scrolla il torpore del non vivere
fuggi da questa follia insana
che alle vene porta finto calore.

Regalati al mondo
ruggendo come leone in caccia
azzanna la preda tu che sei predato
e sazia la tua fame d'essere vivo.

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