Madre mia

Con l'amato volto riaffiora
alla mente il primaverile
abbraccio cinto a infanzia
dapprima resa amara
da dolore ignaro
non capito
e la tranquillità
che alle solitarie notti
nelle febbri spese
il tocco della mano sapeva dare
all'arsa e miraggiante sete di corse
racchiusa nel corpo preso
da lenzuola unte di lacrime salate.

Di te restano ricordi
dolci talvolta spumeggianti
come il riso tuo frizzante
e rasserenatore
il retaggio intriso di forti sensazioni
genetico compagno
di una stirpe arguta
che amore silenzioso
ad altri ha donato sempre.

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