A te ...

 
A te che gioventù
     al mio ricordo sei
          non diedi amore.

     Siepi ombrose e folte
     e prati in primavera
     ci fecero giaciglio
     e di passion prendemmo
     il niente che ragazzi
     credettero già troppo.

A te che palestra
     alle mie voglie mai
          volli destinarti.

     Parole un po' confuse
     e mani in timidezza
     descrissero le ore
     che andavan costruendo
     due esseri diversi
     più disposti al mondo.

Venne un tempo nuovo
     e ci disperdemmo.

     In te la convinzione
     d'avere morto il cuore
     e d'essere del pianto
     compagna irrescindibile.
     In te l'amarezza
     ed arse ancor le labbra
     per essersi la sete
     placata mai in fondo.

Volli un tempo nuovo
     e l'abbandonarti
     fù padre del sorriso
     che ora è tranquillo
     padrone del tuo viso.

Volli per te la quiete
     che mai ha conosciuto
     chi poi ho molto amato.

Altre opere di questo autore