Muore un barbone

Ondeggia scomposto attraverso i passanti che guardano a lato, consunto e sbavato, gli abiti appesi alle spalle; borbotta il ricodo del corpo di donna che ebbe in un letto in Norvegia (era giovane, ardito) da cui si fugg? per cercarne uno ed un altro pi? nuovo. Bambino dai riccioli avvezzi alla lieve premura di madre amorosa, ha corso sui prati e tra contadini, inseguendo grilli e il futuro. Ora va lento, il suo muoversi non ? un andare, ? violar di nascosto la terra di altri ad ogni scandire di passo. E' piagato e con sforzo offre la mano tremante a chi, annoiato, lo schiva. Improvviso si piega, rivolge lo sguardo al palmo annerito, forse cercando un breve domani. Dolcemente alfine si accascia al terreno senza invocare nessuno.

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