Il Suicidio della Morte

 


D'altre vite nutrivi

la tua incorporeità

invadendo corpi

nei vestiti di tenebra.

Lungo il roseto esangue

le tue paure filtrano

da fessure eterne immote.

Mille spine trafissero

la tua croce pesante

e della tua falce in deliquio

perdesti il controllo

ed infieristi su di te.

Ora che sei morta, o morte,

nasce un alba nuova

senz'auree di ghiaccio.

Nell'alcova segreta

del tuo lungo sonno,

hanno assistito immobili

al tuo suicidio

le nostre statue.


Roberta Vasselli

Venezia, 3 Marzo 2006






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