Camminando nella nebbia

Vapor di latte

che m’avvolge nel cammino,

è fiato di ricordi

che avida respiro;

familiare sentore

che m’impregna

di fango e terra,

di foglie consunte,

mentre scioglie suoni aspri

d’un frettoloso andare

senza meta.

 

Ottunde e smussa

i contorni delle case

sotto il suo lieve manto,

e lo scarno degli alberi

eterea orna,

rendendone l’essenza.

Madre di soffuso chiarore,

sfuma luci di strada

come alone di mistero

di oggettive realtà

in cui conosco il vero...

 

La quiete che vi trovo

si volge al mio profondo

per ritrovar quel fuoco

a cui scaldare il cuore...

nel freddo che vinco,

fingendo sia calore

ogni gocciola d’acqua

che mi bacia il viso

ed è carezza all’anima.

 

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