Fiori di giglio

 

Hai tremato e t’ho vista,

nell’inutile vestito troppo stretto,

ma è poco il tempo

riservato all’addio

e non posso porgere al tuo cuore

fiori di giglio, se non vuoi.

Meglio ignorare occhi

di osmanto scuro,

meglio non essere più bambini.

E’ folle corsa, la tua,

obliare spine l’unico tuo paradiso

ed io,

che non posso fermarti,

mi attardo sulla porta con la scusa

di non sapere più dove sono i miei occhi

per vedere dove l'ultima rondine

ha lasciato cadere quelle chiavi

che, uniche,

aprono i tuoi spazi al sole.

 

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