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Il Canto del Guerriero stanco
rosalga
Pubblicata su Athena Millennium il 27/10/2011

...e ricordai

il clangore delle lame,

le grida il fuoco,

i rombi dei cannoni,

rividi del sangue il colore...

e l’odore...

Per me fu grazia

la polvere negli occhi

e il silenzio

un bisogno disperato

di pioggia per lavare le ferite;

la gola riarsa si aprì...

mutando cuore

cercando pace...

fu luce l’incanto della sera.

 

Siamo soli dopo ogni battaglia,

non c’è verde che incanti pensiero

né nomi da invocare.

Degli altri non voglio

un vuoto lunare,

non inseguo gocce cadute

che cerchi compongano

nel mare dell’amarezza,

ma una veste di acqua d’oro

che sogni per me

se non avrò più sogni

e sandali di nuvole leggere

per andare dove guerra non mi tocchi.

Lontano è l’altrove.

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