La Cancellata.

Sono io, La Sognatrice, l’amante delle nebbie, colei che ama scendere i gradini del tempo, per trovare amici e risposte che il Mondo ha dimenticato.
Io non dimentico e non dimenticherò mai, ma l’Amica nebbia, tempo fa,sembrò, giocarmi uno strano scherzo.
Passeggiavo tranquilla, con i miei libri sotto il braccio. D’improvviso, senza che me ne rendessi conto, la strada si fece più stretta, impervia; ma io continuai, instancabile. La salita portava sulla cima d’un erta collina. Stanca, mi riposai.

Davanti a me comparve, dal nulla, un portone, un enorme portone chiuso. Osservai meglio, e il grande portale si mutò in un cancello chiuso da un pesante lucchetto. Ai suoi lati una cancellata immensa, infinita, continuava, senza mostrarmi la fine. Intravidi qualcosa, tra le nebbie che improvvisamente sorsero in quella che era stata una giornata di tiepido sole. Monumenti, simboli, copertine … tutti universalmente noti, e tutti completamente sconosciuti.
Scossi con forza la cancellata, ma non volle aprirsi.
Allora mi voltai, per vedere la strada percorsa.
Laggiù, lontano, era una gran folla, il cui vocio continuo mi annoiava … mi chiusi le orecchie coprendole con le mani, per non sentirlo più, mai più: e d’improvviso un gran quiete mi avvolse.
Rimasi sola, davanti al cancello che non voleva aprirsi. Iniziai a costeggiare la cancellata, e al di là scorsi lapidi sconnesse, come in un vecchio cimitero inglese. La nebbia mi avvolse completamente.
Amica Nebbia, ti compresi.
Mi invitavi ad entrare, sussurrandomi che v’erano altri ingressi, che sarebbe bastato lasciarsi andare al sogno, alla malia … o magia.

Fui sopraffatta bruscamente. Un gelido soffio di vento spazzò via ogni cosa: la nebbia, la cancellata, i segni del tempo che fu.
Ora sono sola sulla collina: sotto di me, il brusio del vociare sconnesso. Devo camminare ancora.
Salire ancora.
Finché la Nebbia non tornerà a mostrarsi.
Lo farà?
Me lo domando ogni giorno.

Rosella 2008

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