Si riflett? negli occhi il cielo quando mi cadde il velo. E nacque una storia.

  Si riflette' negli occhi il cielo quando mi cadde il velo.
 E nacque una storia


12 casette in cemento grigio
d'umile aspetto e di povera fattura,
una di fronte all'altra
attraversate da una bianca stradina polverosa
rifinita da bianchi muretti a secco,
su un fazzoletto di terra
esse posavano.
Quando i raggi di un pallido sole all'Alba
Smagliavano le ombre della notte,
tutto il villaggio si svegliava,
e la luce faceva venire al gallo
la voglia di cantare.
All'Alba un autobus rumoroso
Sostava nell'unica piazzetta esistente;
e quando ripartiva, carico di gente
spariva inghiottito da un nugolo di fumo.
Si viveva di semplici cose e di sinceri affetti.
A casa la radio cantava Nilla Pizzi
Mentre mia madre col naso infarinato
Impastava il pane e qualche biscottino.
In camera da letto , come altrove
Il mobilio era essenziale,
mancavano i fronzoli e le cianfrusaglie.
Ma dava sicurezza  e un afflato d'amore..
Il materasso , cucito ad arte dalla cara nonna
Con le lenzuola bianche di lino ricamate
E un copriletto in  filè,
faceva bella mostra sopra il letto,sotto il crocifisso.
La stufa a carbone scaldava le due stanzette,
(quella era tutta la mia casa)
 e spesso su di essa , ribollivano minestre
nella pentola di rame  o d'alluminio
che la cenere teneva lucidate.
A scuola col grembiulino nero e il fiocco blu
Sedevo al banco con la boccetta  dell'inchiostro nero
In cui intingevo il bel pennino per far bella scrittura
Sui quadernini di copertina nera.
I miei compagni di scuola  lo erano anche di gioco
E fra i maggiori che riesco a ricordare
Era quello tra gli alberi  (che intorno a noi ombreggiavano)
quando Kocis  legava i prigionieri  , fintamente al palo
e ai  piu' bei balletti ridicoli e sgraziati assistevamo.
Ma anche il gioco della campana e delle 5 pietre
Facean passare a noi le più preziose ore.
Si giocava anche a vendere e comprare
sul muretto in fila, foglie e pietroline..
Fu lì che ricevetti il primo bacio
da quel compagno che mi piaceva tanto.
Mi sentii prima piccola , poi grande.
Ma la più gustosa delle attività
Fu quando , chiamati a raccolta noi bambini
Fummo messi nel tino a pigiare
i più bei grappoli che l' uva poteva regalare .
Che festa!, che piacere!
E' assolutamente Vietato dimenticare.
Come si potrebbe? Con la libido a mille?
Certe volte in estate guardo la luna
e mi ricordo quando la guardavo
 illuminar la tavolata lunga
appoggiata a  ridosso della casa
tutta rossa ,d'angurie affettate
e di ghiaccio grattato colorato
d'arancia  o di mentina..
Il filo di alcune lampadine . dondolava sopra  il ben di Dio
fra scrosci di risate e la guerra dei semini
intrapresa dai bambini  con la fetta in mano
E la bocca vermiglia gocciolante .
La domenica , la campana riuniva le famiglie
E le mie scarpette odoravan di bianchetto
mentre il prete chiacchierato  del villaggio
per via di alcuni figli , sembra qui e là sparsi
celebrava la Santa messa .
La benedizione poi, scioglieva  la congrega
che a spasso se ne andava di casa in casa.
Ho dipinto con le  parole fin qui
la tela della mia vita, la mia esistenza ,
La mia storia nella storia  di tutti.
E' il mio DNA.
E' il canto di un amore che mai avrà una fine .
Ce lo portiamo dentro, e quando una nota suona
La musica si espande, l'anima gioisce.

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