Maria Santissima Mamma Nostra

Il giorno di festa
c'impedì di vedere le cascate
- le jeep parcheggiate
davanti al ristorante
avevano il motore freddo
anche se i finestrini
erano rimasti aperti -

Trovare un parcheggio decente
non fu facile
- ci toccò optare
per una strada in salita -

Uomini dalla faccia scavata
- in giacca e cravatta -
e donne truccate per l'occasione
- anche se c'era anche chi non sfoggiava
abito nè trucco -
risalivano la china
con pazienza e parlando piano
- quasi avessero paura di rompere
chissà quale incanto -

Tra le bancarelle chiassose
ed ingombranti
scorazzava un tipo strambo
con la divisa da carabiniere
- e non c'era chi non lo conoscesse
e non lo prendesse in giro
gridando a squarciagola:
maresciallo maresciallo! -

Mentre un giovane smilzo
fischiava ad ogni fanciulla
che incontrava
- il caldo l'aveva fatto spogliare
della giacca
e arrotolare le maniche
della camicia lisa e sbiadita -
ci scappò una risata
quando cominciò a parlare
ad alta voce
del sesso della pecora
e di quello dell'agnello -

La chiesa addobbata
- un vecchio inginocchiato
al cospetto della Vergine
sorridente e mai ansiosa -
fu come un lampo
nella giornata già radiosa

Prenotammo il ricordo
prima con gli occhi
e poi con uno scatto lento
- in una vecchia bottega
comprammo fazzolettini ricamati
con l'immagine della Santissima
Mamma Nostra -

E mentre l'antico borgo
si popolava di turisti
e di devoti dalla lucida faccia
noi deviammo
dal percorso principale
e - in meno d'un minuto -
fummo inghiottiti dalla campagna

Con il braccio
fuori dal finestrino
salutammo Bivongi
ma il mistero dei suoi vicoli
continua a tormentare i miei occhi
- il mio sorriso più spensierato
lasciò cadere un fiore di campo
sull'asfalto stracciato
dai falsi miracoli e dal tempo -

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