Delirio di Natale

Verso la mia vita
sull'asfalto
ma non uso il cemento
solo olio di gomito
ed uno spazzolino da denti
mezzo rovinato
da mesi di stenti

Non ha senso
il ballo che improvviso
davanti alla gente
ma mi va di muovermi
e di gridare che sono felice
anche se loro
non m'hanno mai visto piangere
- ridono come pazzi -

Queste scarpe hanno un buco
più grosso a destra che sinistra
ma l'aria non è così fredda
e non serve che respinga
i soffi e gli spifferi
- sui mattoni domina
il rosso dei miei desideri -

E quando tornerò a casa
dirò che è tutto a posto
all'inquilino del piano di sotto
canterò una ninnananna
tanto per far passare il tempo
- la porta chiusa
non sarà un ostacolo sufficiente -

All'alba tornerò in strada
e dominerò senza fatica
la rosa dei venti
- regalerò auguri
alle finestre sprangate
ai mendicanti
lancerò una moneta d'oro -
e a chi non risponderà
porgerò l'altra guancia
con un generoso inchino

Il discreto Natale
mi scoprirà dopo le sette
sommerso dall'avorio
e dall'olio truccato
dall'ipocrisia dei più furbi
- ma non troverà tracce d'odio
nè tentacoli di rancore
nel turchese dei miei occhi -

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