Riflessioni (2000) PARTE SECONDA

(....senza appello e senza necessita' di risposta?......)

La grandezza e la forza di un orso la puoi conoscere dalla sua impronta, se la sai leggere; il valore di un uomo lo puoi capire dalle sue parole, se le sai ascoltare.

Ed è straordinario come improvvisamente tutto questo ti è dato.

é incredibilmente chiaro l'orizzonte che si schiude agli occhi di un individuo che cessa di essere cucciolone per incamminarsi ad essere uomo.

Ci si rende conto di saper improvvisamente leggere le impronte e soppesare gli orsi dando loro una esatta stima in base alla tua impronta e al tuo valore che ormai ti è chiaro e definito dentro come uno spietato centimetro da dieta.

E con questo famigerato mezzo di misura ti diverti a soppesare l'entita' delle molte personalita' che ti circondano, senza peraltro giudicarle, ma semplicemente valutando se, un eventuale rapporto con loro puo portarti o meno piu' avanti.

Crescere è l'arte di sentirsi dentro, è il vedere chiaramente la direzione dove si sta andando accettandone con serenita' e coraggio tutti i rischi e gli ostacoli che si incontreranno durante il percorso.

Essere uomo è senz'altro meglio che essere cucciolone, ma perchè?

Sembrerebbe strano ma il sapere i propri limiti e le proprie capacita', con tutte le delusioni e il dolore che questa consapevolezza puo' comportare, è sempre meglio che essere all'oscuro dei misteri della vita così come lo potrebbe essere il cucciolone di uomo che si lancia fino a sbattere il muso laddove, il semplice sapere che un muro è duro, gli avrebbe permesso di evitarlo.

E impari allora a riconoscere quei segnali interni che solo lo sviluppo di una sensibilita' può darti.

SOLO ALLORA CAPII:

che non le avrei più dato il mio corpo;

solo dopo aver capito dalla sua voce, dai suoi gesti, dal suo modo di amare che il suo corpo aveva conosciuto altri corpi, e, la sua eccitazione mentale si era trasformata in orgasmo: era quasi scesa del tutto da quel maledetto piedistallo dove io l'avevo posta.

Il suo corpo mi appariva ora per quello che in effetti era:

delle curve sulle quali godere ne meglio ne peggio di altre,

comunque incapaci di comunicarmi l'anima, e non per quello che fino allora mi era parso: un simulacro carnale di essenza divina, superiore.

Era lì nuda e squallida la mia divinita' senza l'altezza del suo piedistallo.

Stavo iniziando finalmente a ridare un giusto valore alle cose e, forse con le sue parole chiare avrei potuto riuscirci più in fretta, ma le mie sensazioni non hanno mai tradito la realta': se sapevo così, era in effetti questo e non occorreva nient'aòtro alla mia anima per correre libera verso altre anime nel suo eterno bisogno di vivere l'essenza, di comunicare....di amare.

E ripensando all'ingenuita' dei goffi tentativi di volo sorridevo dall'alto del mio presente e reale librarmi.

Decisi di seguire il mio intuito, le mie ritrovate sensazioni interne, i messaggi che in ogni momento il mio essere mi comunicava in mille modi.

Dolce è il momento in cui riassapori la gioia di saperti ascoltare, di lasciarti coinvolgere da te stesso liberandoti della parte razionale di te; e, come una diga che si infrange sotto la forza dell'acqua cristallina, cosi le mille sensazioni che per anni hai soffocato sotto il peso del materialismo più iniquo, prorompono alla luce del sole del tuo nuovo modo di essere spontaneo, schietto, giusto.

Non è possibile negare al prossimo se stessi se veramente si vuole che si faccia altrettanto ed io, iniziai ad essere tale: semplicemente me stesso. 

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