Senza et

 
A bocca aperta e pupille dilatate
a scintille di pura meraviglia
- come bambina che guarda
l'arcobaleno per la prima volta -
allungo la visione del tempo
a venire dai miei piedi all'orizzonte

Aldilà dell'oggi e della ragione
annuso neve fresca che mi bacia al centro
della fronte fra il solco di una ruga
d'espressione e il terzo occhio spalancato
a una nuova inusuale dimensione

Fra due simboli dell'infinito - distesi otto
su un fianco - allargo un'ala lieve di seta
a raccogliermi accanto ricordi sogni
invenzioni e quant'altro l'estro dei segni
mi porge attento all'inno alto disciolto
nel silenzio del tempo dell'attesa

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