Il dubbio della Dea

Io conosco la mia Dea...
dorme il sonno di quei giusti
che hanno il viso stanco
ma poi quando  si sveglia
s'alza dal vello di Medea
e scrolla via la meraviglia
con bruschi e nervosi  gesti...
Solo perchè la luce nuova,
dorata,  del mattino,
non conserva la magìa di sera,
di quelle lunghe magiche ore
ticchettanti sparite via...

Poi sale fino all' Olimpo,
per il diuturno svolgere
di quelle  faticose trame
che sanno creare il tempo
e fioriscono nel giardino,
dove il segreto nelle dolci rime
di  Gibran crea magicamente
il dubbio, posando lì a terra
l'ultimo zèfiro  vecchio, 
e  stanco, che non s'arrende
ma ora è canuto e bianco.

E allora si chiede, quella Dea,
scostando con distratto vezzo
la folta chioma argentea,
perchè rischiare un  prezzo
così alto e la sua immortalità?  
Chi c'è ancora che fra gli umani 
valga, sappia ascoltare il vento,
sorridere sereno anche al domani
e sieda sulla roccia accarezzando
un  lupo ammaestrato?
Davvero quell' ultimo viandante
sa viaggiare dentro l'anima?
Io conosco la mia dea...
E il dubbio che sta nella sua mente...

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