Quiete

E viene la quiete dopo la tempesta, ma non c'? mai quiete in me. La superficie corporea della mia anima sembra serena, ma la parte profonda e nascosta agli sguardi estranei ? sballottata da correnti impetuose e dilaniata tra aguzze rocce come accadde agli Achei tra Scilla e Cariddi, e una fiamma immensa e senza fine consume me e l'altro da me come Ulisse e Diomede nel fuoco dell'inferno. E quando, come novello Icaro, apro le mie ali verso il cielo, non il calore del sole rischia di bruciarmele, ma la forza gravitazionale della cupa terra mi richiama a s?. E allora lotto, lotto con tutte le mie forze, con il corpo con la mente e tento disperatamente di staccarmi da questa immonda palude che ? la vita terrena nella quale siamo costretti a vivere o meglio a sopravvivere. E cos?, come Tantalo, legato alla crudele rupe della mia esistenza, vengo dilaniato giorno dopo giorno e inesorabilmente dai moti disperatamente rrefrenabili della mia anima. Ma la lotta non ha ancora fiaccato il mio corpo e domato il mio spirito, ed io continuo indomito e incosciente a credere, a crederci.

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