il suonatore d'ossa

  Un vecchio ormai giovane
Vedo all'ingresso della caverna.
Nella piana di Sion
Dove la luce non si ferma
Dove la vita non sa d'acqua,
un vecchio, talmente cotto
da essere di terracotta
brunita di ottone,
è assorto al suo compito
millenario produttore di suoni
e parole, nel vento caldo
del deserto dell'Ifrit,
dove il diavolo è solo
insieme all'arsura,
lui sta seduto, nudo
primitivo rimasuglio
di un mondo da millenni andato.
Lui suona, antichissimo
Precursore delle religioni,
suona ossa, bianche d'opale
d'incenso bruciato e
di cristallo diafano,
ossa umane, talmente consumate
dalla sabbia e dalle mani
di quell'uomo
da sembrare oggetti strani
alieni.
Il suonatore d'ossa le
Percuote, piano e forte
Lento e veloce
Compone melodie
Di cavi incanti
Che risuonano
Nel cuore e nelle mani,
che ridanno la vita
che sono la vita.
Ogni tanto accosto l'orecchio
Penso al deserto di Ifrit,
nella valle di Sion,
e ascolto, il suonatore d'ossa.

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