L'acqua della rosa

  L'acqua della rosa

Voi siete l'acqua della rosa
Mi è capitata di berla  
Tra legni di navigli abbandonati
Su rive desolate
Tra mille profumi di camelie d'oltre mare
Nei sorrisi di uomini senza denti
In balli di bimbi variopinti.
Ma devo dirvi:
Da piccolo
Quando non conoscevo né l'acqua
 né la rosa
I miei me la davano da bere:
Tra parole e parole, vitigni e cantine,
Su tetti dove sgusciavamo fagioli e piselli
Forgiati dal sole,
Sii ! sono stato talmente fortunato che tutto ho imparato ad amare
Dalla formica alla materia.
Poi, capita che si bruciano le ali
Trasferisci anima e cravatte senza dimenticare le scarpe
Finché non trovi l'anima nelle cose più semplice,
Nelle cose che hai fatto e rifatto e diviene come un antico fasto.
Non è in quattro passi o nel tacco e riparti.
Voi siete l'acqua della rosa quella che viene dalle radici
Fino al disopra della corolla
Io brindo con voi nelle coppe di petali di rosa.

vV Vitaliano Iacono 13/05/ 2008-05-13

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