Voce tra i venti d'estate

 
I venti dell'estate la mia gola non han seccato,

giungere faccio ancora la voce da lontano

sì ch'io di nuovo possa donar canti nei più stonati

cieli, mai visibili nello sguardo del pellegrino.


Ma, solo sul lastrone, sento del tramontano il tocco

respingere un torpido libeccio, reso greve

da troppi esagerati brindisi di trascorsa estate:

con lui riesco ad alzar di nuovo la mia voce.



woquini 27.08.2006


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