Di fronte a Scarperia

Il paese di Scarperia, adagiato tra le colline del Mugello era (ed ?) famoso per i "ferri taglienti". Il primo documento che regolamenta tale attivit? risale alla prima met? del XII secolo, ma non ? escluso che gi? nei secoli precedenti si producessero ferri taglienti che, oltre per l'armamento, servivano anche per le attivit? quotidiane, agricole e boschive. Ogni anno, nella prima quindicina di Settembre, si tiene a Scarperia la "Fiera dei ferri taglienti" dove, oltre a mostrare le varie fasi della lavorazione dei coltelli, rappresenta anche un originale tuffo nel passato. L?, gli ultimi "coltellinai", espongono le loro "opere d'arte"; definizione estremamente appropriata giacch? la lavorazione, nella maggior parte e per i pezzi pi? pregiati, ? fatta ancora interamente a mano.
Di te pu? raccontare solo il ferro, che col fuoco ha fatto la tua storia tra incudini e fucine e, se non erro, nel lavoro che non porta a gloria, se di te molte cose non afferro la bocca evito d?aprir con boria, ma nel picchiare mattutino ascolto quello che dal passato m?? rivolto. Dalla caligine del tempo sale un ferrigno fragor d?irose lame, che signorie ed imperi, e quanto cale, hanno cancellato pi? della fame e solo per mostrare quanto vale un braccio rafforzato dalle brame che ?l potere solletica agli sciocchi chiudendo loro le cervella e gli occhi. Nel profondo de? secoli rimonta l?armonico den den dei grossi magli unito al lustro offerto e quel che conta: godere d?una lama che ben tagli e con essa comporre pi? d?un onta, sebbene adesso pi? non ci si scagli col ferro, corpo a corpo, a far sfracelli e fingere d?esser poi tra fratelli. Sussiste ancora, dall?ordine passato, lo scritto che fu posto a garanzia del ferro che vien fuori lavorato, e posto in opra, per scansar razzia, a lato dell?armigero, ordinato sull?erte mura a controllar la via; s? accordava il picchiare dei martelli con le mole stridenti sui ruscelli. Pi? non vive memoria di schermaglia; r?se dalla ruggine son le lame dacch? port? ?l f?oco l?avvisaglia rivoltando l?impero ed il r?ame; s?ornarono i vessilli di gramaglia e lacrime versarono le dame per messer Giovanni, ferito a letto con la gamba aperta dal falconetto. Picche e spade facevan da padrone, il cozzo succedeva a viso aperto non di notte, o nell?usco da ladrone; il condottiero aveva un metro certo: i compagni pesava nell?azione quando il gruppo tenevano conserto; venne il fuoco scagliato da lontano: il valore fu cosa da villano. Fu combattuta l?ultima battaglia, ed il fuoco s?impose sulle spade insieme alla teutonica plebaglia; lo scontro a viso aperto adesso scade a fatti tra ?l bargello e la canaglia; si paga per la testa e, quel che accade, ai margini rimane della storia: in rissa d?osteria non c?? gloria. Ricordavano i ceppi e le fucine i fatti riferiti dal passato; i mantici facevan le manfrine al carbone ardente ma ponderato, dove s?arrossa il ferro del pi? fine che dopo il maglio avrebbe trasformato in lama buona adesso per la tasca ma chiusa bene se si stura fiasca. Fa la guardia del Podest? la torre; delle fucine ode le confidenze di quand?era la Signoria disporre dei ferri che chiedevano in Firenze e, per il futuro, su questo apporre le regole per buone convivenze, senza tralasciare che nel Mugello la legge era Lorenzo ed il bargello. woquini 24.07.2005

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