UNA FRASE PER RIFLETTERE

La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali.

Vengono cos?, ti adottano e poi...

Antonio Colandrea
 
Vengono così, ti adottano e poi....



Oggi la signora T. mi ha telefonato, era da un po' che non si faceva sentire, di anni 82, conosciuta per una semplice, cortese informazione, aveva preso l'abitudine di venire a trovarmi in ufficio interrompendo il mio lavoro nei momenti meno opportuni.

Si sedeva davanti alla scrivania e.. mi raccontava i suoi problemi, i parenti, la sorella inabile, il giudice che le aveva tolto la tutela, (una ragione per vivere),- dotto', aiutatemi voi..ma poi non mi ascoltava. Un'altra volta, il vicino litigioso...e via discorrendo.

Ha sempre detto che la mia calma, la calma della mia voce, la rasserenavano..mi ha sempre fatto parlare così poco, mi limitava a qualche cenno del capo, una parola di conforto...

Oggi  ha parlato, con se stessa, di non so che malattia, di velata disperazione, del testamento..lo metto nella cassetta della banca, che dite, così lo trovano...quella che vuole intestare al nipote che lavora in Fiat a Torino e non può venire a firmare, come faccio dotto'?.. una procura...ma già non mi sta più ad ascoltare...

Le mancherò, non dovesse più chiamare, a me la speranza di essere utile a qualcosa.

Mi mancherà il suo..dotto'..quanto mi piace starvi ad ascoltare.

Il bello è...che non mi ha mai lasciato parlare.

Mi perdonino i "miei piccoli lettori", se questa storia non parla di sesso,

amore, dolore, sangue, male,

forse ne ha parlato, ma quando a me non era nota.

La vita stanca ed è spesso banale.

Se una morale c'è è una verità semplice, che vale per gli anziani...

Se ti accontenti, non sarai scontento.

Ah, si, la timbro la presenza, ho il gettone, e rispetto la categoria,

è una poesia "generica"

per me che ho amato: Viale del tramonto, Miracolo a Milano, Umberto D
e anche Totò le heròs,

per me speciale, non può che essere


Film


Non è il pensiero della morte

a darmi pena

bensì dell'invecchiamento

il tempo

delegato ad altri

loro

le emozioni

la vita

da te viste

come seduto al cinema

da ora

mai più protagonista

e poi

mentre la sala si rabbuia

ti appaura

il lasciarla anzitempo

col film che continua

bello ormai

anche solo

a vedersi


e ne ho un'altra, scusate è che mi immedesimo,
è un po' come un non voler morire

parlare, parlare, parlare...


Insoddisfazioni


Certi vecchi, a volte, sbagliando la fermata,

scendono prima o dopo la stazione

della loro destinazione

rimanendo lì a galleggiare

come pesci di plastica in un acquario virtuale

che persi i compagni di viaggio

cercano solo un altro amo di salvataggio.

Sballottati dalla corrente

si sentono persi in mezzo alla gente

sul viso un interrogativo profondo

che la bocca aperta, non rivela a fondo

-quando è che andremo a male?-

Gli altri nel treno

che bene o male

hanno una meta comune finale

non ne traggono comunque vantaggio

perché, col senno di poi perduto

pensano sempre al loro bel viaggio

ed al perché

non l'hanno goduto.



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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 13
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