UNA FRASE PER RIFLETTERE

Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva.

Bianco barboncino

Claudio51
Mi ricordo 
che da ragazzino
spensierato e felice,
trascorrevo i giorni
nell' allor verde paesaggio genuino
in compagnia del mio bianco barboncino,
correndo per campi e redole
di un piccolo paesino vecchio stampo
dove tutti si conoscevano
e si salutavano con gioia,
dove i contadini
lavoravano nei campi
cantando in allegria.
Quel paffutello e pelosetto amico
candido e birichino,
a cui ero legato molto da vicino,
mi seguiva passo dopo passo,
scodinzolando felice,
era la mia ombra,
la mia allegria.
Ero orgoglioso e gonfiavo il petto,
mai gli ho mancato un attimo di rispetto.
Sentivo in cuor che era un amor sincero,
un amore ricambiato,
il bisogno di dare e ricevere affetto vero.
Ma un giorno non lo vidi più
il mio bianco e riccioluto barboncino,
era stato regalato a Gino,
di mio padre cugino,
era stato donato con noncuranza
uccidendo i sogni di un bambino...
incuranti che potevo anche soffrire,
ma l' ignoranza era tanta a quei tempi,
dura a morire,
in quel caso accompagnata da cattiveria,
una storia infinita ma vera.
Il mio bianco e riccioluto barboncino
i miei genitori fecero sparire,
proprio così,
una crudeltà dura da accettare.
Ricordi un po' sfumati,
ma vivi,
un po' sfuggenti e frabtumati,
che come un boomerang
tornano sempre
da chi li ha lanciati.
Il mio caro e riccioluto barboncino
fu affidato a un lontano parente
che in fondo di me non era niente.
Ancora oggi
vedendo un bianco e riccioluto baboncino
mi torna in mente lui,
il suo amor genuino,
l' ignoranza e la cattiveria
che può far diventare la vita una miseria.
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GENERE: poesia
SCAFFALE:
Opere pubblicate da questo autore: 295
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