Il processo

Franz Kafka

Il processo

Il protagonista è uno stimato uomo d'affari che lavora per un'importante banca di Praga. Quando riceve la prima convocazione per il processo pensa ad un errore e decide di intervenire subito per risolvere lo spiacevole malinteso. Il protagonista cerca di combattere la macchina processuale del suo stato con la logica e con quel pragmatismo che gli deriva dal suo lavoro presso la banca. Ma il signor K. si trova contro un muro di gomma che rifiuta la logica e pretende di dettare i tempi e la metodologia dello svolgimento del processo. Durante il processo K. non riesce a scoprire il proprio capo di imputazione, ma si trova costretto ad assumere uno stimato avvocato che lo difenda. L'avvocato pur essendogli stato caldamente raccomandato si comporta come il tribunale, procede con delle azioni e dei passi che K. non è in grado di verificare né comprendere in pieno. L'avvocato lo rassicura sull'impegno profuso per il suo caso e sulla dedizione che riserva alla sua causa, ma K. si trova a vivere nella dimora dell'avvocato delle vicende surreali e dopo un periodo di riflessione decide di licenziare l'avvocato e di ignorare le richieste del tribunale. Questa sua rinuncia alla difesa lo porta alla sua condanna. Infatti Josef K. viene prelevato dagli agenti del tribunale e portato in una cava, dove viene ucciso con una coltellata per ordine del tribunale. Il signor K. muore in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non ha mai voluto informarlo delle accuse a suo carico e che non gli ha mai consentito di attuare una vera difesa per il suo presunto crimine, qualunque esso sia stato. La sua uccisione viene effettuata da due agenti che svolgono il loro incarico come fosse una faccenda quotidiana e banale e il protagonista prima di morire, pensando alla sua squallida morte, esclama Come un cane!.

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