UNA FRASE PER RIFLETTERE

Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti.

L'immagine dell'eco

Francesco Tigani
Echi? ne ho uditi tanti in vita mia; ? certuni mi hanno attraversato da parte a parte come un laser e hanno scomposto i miei atomi, alterato il flusso della mia energia; altri mi hanno appena sfiorato, corpuscoli nel canale di foglia del vento, ma non per questo sono stati meno intensi ? a volerli riprodurre in acustica si creerebbero solo echi su echi, come i cerchi di una conchiglia, diversi all?apparenza, eppure uguali: nient?altro; invece, a volerli figurare in immagini, se avessero un aspetto, che aspetto avrebbero? ? assomiglieranno alle barcane, nomadi scorpioni d?aria del deserto, o alle pianure rocciose del lago Eyre, bolle e pustole di terra riarsa; calzeranno i copricapi sacri e ascetici dei Coni della Cappadocia, le sciarpe delle prime preghiere cristiane celebrate, o impugneranno i cilici gelidi, taglienti dei Penitentes; indosseranno le spine preistoriche del moloch e graffieranno i serpenti delle voci isolate, o saranno una ruota dadaista che vaga in perpetui e immobili cerchi d?aria?? Nulla di tutto questo, io credo; l?eco ? una luna sospesa, come mani in preghiera, sopra uno scoglio tenebroso di fortezza ? incarna, riflette il suono che l?ha generata e lo trascina dietro di s?, sottomesso, come il boomerang che ricalca il suo percorso tra gli spigoli dell?aria, invisibile: se esso sar? un ruggito o uno sparo, l?eco astrarr? l?immagine ora di un leone e ora di una pistola; cos? che la sua mimesi apparir? completa.
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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 44
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